MAURO MANARA
Catalogo della Saletta delle Esposizioni di Castel San Pietro (Bologna) – 9/12-28/12/1984
L’intima struttura di un’idea come di un fenomeno o di un’immagine, è qualcosa che può essere estratto da queste entità, in questa accezione si può chiamarla forma o numero e la modalità di impiego di queste “essenze”, sembra possa fare a meno di riferirsi direttamente al concreto o all’astratto, che essendo a loro volta accadimenti, possono essere ricondotti alla loro forma generante. Il pensiero creativo artistico e scientifico scavano dentro le apparenze puntando all’essenza delle cose in una sintesi che si può chiamare superiore in quanto supera il fenomeno. Qui s’inserisce il discorso di Guarnieri, per cui i due diversi modi di affrontare la creatività si integrano e la libertà dell’arte non è tale se non comprende entrambi.
Il gesto non deve riferire dell’idea ma essere rivelazione di quel principio direttore. Dal concreto all’astratto, dall’astratto al concreto, superati entrambi dalla trasfigurazione della materia. Depurare la visione o intorbidirla. Calati nella fenomenicità del materiale, non si tratta più di interpretare o di inventare almeno nel significato pulsionale del termine, lo scopo non è più quello, bensì di entrare in questo nuovo spazio. La sua consapevolezza fa si che ogni elemento dell’opera si riferisca ad un metodo, non nel senso di pittura a programma, ma di rispecchiamento in se stessa.
Diritto/rovescio, positivo/negativo, poli che si evidenziano nella specularità delle stesure dei suoi lavori. La vibrazioni tonali ottenute in aggetto per striature all’interno della gommapiuma, come in un periodo precedente incidendo il pigmento del colore, disseminando di impronte uniformi la superficie, che si riverberano come piani cangianti, gradualmente da ogni gesto-incisione.
Strutturalmente richiamano stratigrafie, onde, piccole dune di sabbia, fremiti di vento sull’acqua, fenomeni naturali attivi che modificano l’assetto, nel tempo, di ciò su cui agiscono (anche il polietere col tempo cambia colore), sommovimento graduale che ne rivela nell’attimo l’intima natura. La passività e l’arrendevolezza connaturate alla sabbia che si lascia modellare dall’onda come alla gommapiuma, escludendo però sempre nei riferimenti ogni qualificazione.